Economia

Biometano in Italia: 398 impianti incentivati e una produzione in crescita

In Italia, 398 impianti di biometano hanno ricevuto incentivi, con 90 già operativi. Scopri come il settore sta contribuendo alla transizione energetica.

In Breve

Quanti impianti di biometano sono incentivati in Italia?
Sono 398 gli impianti di biometano che hanno beneficiato degli incentivi.
Qual è la capacità di produzione totale degli impianti di biometano?
La capacità complessiva è di 1,3 miliardi di metri cubi annui.
Qual è l'importanza del biometano per l'Italia?
Il biometano è considerato una risorsa strategica per la decarbonizzazione e la sicurezza energetica.

In Italia, il settore del biometano sta vivendo una fase di significativa espansione grazie agli incentivi previsti dal decreto ministeriale del 15 settembre 2022, che ha aperto l’accesso ai fondi del PNRR. Attualmente, sono 398 gli impianti di biometano che beneficiano di questi incentivi, con una capacità complessiva di produzione di 1,3 miliardi di metri cubi all’anno. Di questi, 90 impianti sono già operativi e producono circa 275 milioni di metri cubi.

La crescita del biometano in Italia è iniziata nel 2018, quando è stato introdotto un decreto ministeriale che ha previsto sostegni specifici per il biometano destinato al trasporto. Oggi, considerando anche gli impianti attivi e quelli quasi completati, la produzione nazionale si attesta a 2,5 miliardi di metri cubi, un passo importante verso l’obiettivo fissato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) di raggiungere 5,7 miliardi di metri cubi entro il 2030.

Un aspetto cruciale per la crescita del biometano è rappresentato dalla domanda. La stipula di contratti di fornitura a lungo termine tra produttori agricoli e consumatori industriali sta incentivando l’aumento dei volumi commercializzati. Sotto la supervisione del Consorzio Italiano Biogas, sono stati registrati 60 accordi per un totale di 180 milioni di metri cubi all’anno. La distribuzione dei volumi contrattati vede il settore dell’acciaio in prima posizione con il 46%, seguito da carta (14%), ceramica (11%), cemento e laterizi (11%), chimica (10%), alimentare (7%) e plastica (2%).

Tuttavia, i volumi erogati attualmente coprono solo una parte del fabbisogno dei vari settori, arrivando in alcuni casi a soddisfare fino al 20% delle necessità. I rappresentanti delle industrie, in particolare quelle hard to abate, stanno lavorando per aumentare la portata del biometano utilizzato.

Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato l’importanza del biometano come risorsa strategica per la decarbonizzazione e per garantire la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese. Ha confermato che il ministero sta lavorando a un nuovo decreto di sostegno al settore, volto a promuovere ulteriormente i contratti di fornitura a lungo termine. Si prevede che questo provvedimento venga inviato all’Unione Europea entro la fine dell’anno, insieme a una valutazione sull’opzione europea relativa allo scostamento di bilancio.

Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas, ha evidenziato la necessità di un quadro normativo stabile e continuo per incentivare nuovi accordi di lungo periodo, sostenere lo sviluppo della filiera e contribuire alla competitività e alla sicurezza energetica del Paese.

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redazione

Autore di ScenarioImpresa.

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