In Breve
- Qual è la percentuale di imprese che ha svolto attività innovative nel triennio 2022-2024?
- Il 62,9% delle imprese industriali e dei servizi con 10 o più addetti.
- Quali settori mostrano le maggiori quote di imprese innovative?
- La farmaceutica (90,0%), elettronica e chimica (oltre 80%), e produzione di macchinari e autoveicoli (oltre 78%).
- Qual è la spesa totale per attività innovative nel 2024?
- La spesa ha raggiunto 38,5 miliardi di euro, in aumento del 25,7% rispetto al 2022.
Nel triennio 2022-2024, il panorama dell’innovazione nelle imprese italiane ha registrato un significativo incremento, con il 62,9% delle aziende industriali e dei servizi con almeno 10 addetti che ha intrapreso attività innovative. Questo rappresenta un aumento di 4,3 punti percentuali rispetto al periodo 2020-2022, evidenziando un trend positivo, soprattutto tra le piccole imprese, che hanno visto un incremento del 5,1 punti percentuali.
Analizzando i settori, l’industria in senso stretto si conferma come il comparto più innovativo, con una percentuale del 69,2% di aziende attive in innovazione. Seguono i servizi con il 60,7% e le costruzioni con il 53,1%, tutti con incrementi rispetto al periodo precedente: +4,1 punti per l’industria, +4,6 per i servizi e +6,5 per le costruzioni.
Le innovazioni di processo sono predominanti, rappresentando il 57,6% delle attività innovative, con un aumento di 4,6 punti percentuali. Le piccole imprese si concentrano su interventi che riguardano l’organizzazione del lavoro (33,0%), i processi e metodi di produzione (30,7%) e i sistemi informativi (29,1%). Solo il 25,7% delle imprese ha adottato pratiche di marketing innovative. Per quanto riguarda l’innovazione di prodotto, questa si attesta al 32,7%, ma solo il 15,5% delle aziende ha introdotto nuovi prodotti sul mercato.
Un aspetto interessante è l’adozione di innovazioni eco-sostenibili, che coinvolgono il 37,2% delle imprese innovatrici. Mentre le grandi aziende continuano a investire in sostenibilità, le piccole e medie imprese (PMI) mostrano un calo in questo ambito. Inoltre, il 24,6% delle imprese innovative ha segnalato carenze di risorse finanziarie o di personale come ostacoli all’innovazione.
Tra i settori industriali, le quote più alte di imprese innovative si trovano nella farmaceutica (90,0%), nell’elettronica e nella chimica (entrambe oltre l’80%), e nella produzione di macchinari e autoveicoli (oltre il 78%). Nei servizi, i livelli più elevati si registrano nella ricerca e sviluppo (86,4%), nell’informatica (85,6%) e nelle assicurazioni (81,0%).
Nel periodo considerato, il 60,8% delle imprese ha introdotto con successo almeno un’innovazione di prodotto o di processo. La spesa totale per attività innovative ha raggiunto i 38,5 miliardi di euro nel 2024, segnando un aumento del 25,7% rispetto al 2022, con una spesa media per addetto di 6.200 euro, rispetto ai 5.400 euro del 2022. La ricerca e sviluppo (R&S) rappresenta il 63,6% della spesa per innovazione, con il 53,6% di essa effettuata intra-muros e il 10,0% extra-muros.
Un dato preoccupante è il calo del ricorso a finanziamenti pubblici per l’innovazione, con solo il 15,1% delle imprese innovative che ha ottenuto tali finanziamenti, una diminuzione di 4,9 punti percentuali. Le grandi imprese beneficiano maggiormente di questi fondi, con il 24,6% rispetto al 14,5% delle piccole. Le amministrazioni pubbliche centrali hanno erogato il 9,1% dei finanziamenti, mentre le regionali o locali il 7,2%. I finanziamenti diretti dall’Unione Europea rappresentano una quota più limitata, con l’1,0% per Horizon e l’1,6% per altre forme di finanziamento.
Le agevolazioni fiscali sono state utilizzate dal 21,6% delle imprese innovative, con un calo di 8,1 punti percentuali rispetto al triennio precedente, e risultano più diffuse tra le grandi imprese (44,1%). Infine, la cooperazione esterna per le attività di innovazione è diminuita dal 22,7% al 18,7% delle imprese, con una contrazione più marcata tra le PMI. Le aziende tendono a scegliere partner italiani (18,3%) rispetto a partner stranieri (4,1%), sebbene i partner esteri siano più frequenti tra le grandi imprese (25,9%).

