In Breve
- Qual è la produzione di olio in Sicilia?
- La Sicilia produce circa il 12% dell'olio italiano.
- Qual è il ruolo del Pnrr per l'olio siciliano?
- Il Pnrr ha assegnato 12,69 milioni di euro per l'ammodernamento degli impianti.
- Cosa è L'Isola del Tesolio?
- Un evento che si svolgerà a Mondello per discutere di innovazione e sviluppo commerciale nel settore olivicolo.
Al 31 luglio 2026, la Sicilia ha registrato scorte di 15.908 tonnellate di olio d’oliva, di cui 9.950 tonnellate di extravergine. A livello nazionale, le giacenze totali ammontano a 233.377 tonnellate, segnando un aumento del 43,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sebbene la Sicilia contribuisca con circa il 12% della produzione italiana di olio, rispetto al 51% della Puglia, la regione vanta una rete di frantoi significativa, con 616 impianti attivi, posizionandosi terza dopo Puglia e Calabria.
Le scorte di olio nelle altre regioni italiane mostrano un quadro interessante: la Puglia detiene 73.559 tonnellate e la Calabria 29.735 tonnellate. Con l’avvicinarsi di una nuova campagna olearia e di fronte a scorte elevate, la Sicilia sta adottando strategie mirate per accrescere il valore della propria produzione. Queste strategie si concentrano su impianti più efficienti, l’adozione di nuove tecnologie, l’aggregazione tra operatori e un potenziamento dei servizi e della forza commerciale.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha destinato alla Sicilia circa 12,69 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento. Successivamente, la Regione ha aggiornato questa cifra a circa 13,5 milioni, con 45 progetti finanziati. I frantoi sono considerati nodi tecnologici fondamentali della filiera, essenziali per garantire qualità, tempi di lavorazione, conservazione, tracciabilità, efficienza energetica e valorizzazione dei sottoprodotti.
Un aspetto cruciale per il futuro dell’olio siciliano è l’aggregazione. Il Consorzio Cofiol, ad esempio, unisce sei stabilimenti di confezionamento e una rete di 50 frantoi, oltre a più di 200 aziende agricole e 5.000 piccoli coltivatori, creando così una massa critica in un sistema altrimenti frammentato. Inoltre, il patrimonio biologico della Sicilia rappresenta un elemento distintivo: il 33,1% della superficie olivicola è coltivato con metodo biologico, rispetto a una media italiana del 29,3%. La sfida ora è trasformare questa caratteristica in un differenziale di valore riconosciuto dal mercato.
Dal 10 al 12 settembre, a Mondello, si svolgerà l’evento “L’Isola del Tesolio 2026”, focalizzato su tre direttrici: integrazione e solidarietà di filiera, innovazione e formazione, internazionalizzazione e sviluppo commerciale. L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e della distribuzione. Tra gli interventi previsti, vi saranno contributi sull’innovazione tecnologica e sulle tecnologie applicate ai frantoi, presentati durante il Pieralisi Day da esperti e docenti del settore.
Manfredi Barbera, CEO di Manfredi Barbera e Figli S.p.A., ha sottolineato l’importanza della collaborazione industriale, affermando: “L’Isola del Tesolio nasce dalla convinzione che il futuro dell’olio EVO siciliano non si costruisca soltanto nei frantoi o negli uliveti, ma nella capacità di fare sistema, di creare relazioni e di trasformare la straordinaria qualità delle nostre produzioni in valore riconosciuto sui mercati e nella cultura dei consumatori”.

