In Breve
- Cosa dimostra lo studio sui radar SAR?
- Dimostra la capacità di individuare e tracciare rifiuti plastici galleggianti dallo spazio.
- Quali enti hanno condotto la ricerca?
- La ricerca è stata condotta da INGV, CNR‑ISMAR e Sapienza.
- Quali sono i vantaggi del rilevamento radar rispetto alle tecniche ottiche?
- Il rilevamento radar consente acquisizioni continue, anche di notte e in condizioni meteorologiche avverse.
Un recente studio condotto da un team di ricerca italiano, composto da INGV, CNR‑ISMAR e Sapienza, ha aperto nuove prospettive nella lotta contro l’inquinamento marino. Grazie all’utilizzo di sensori radar SAR, i ricercatori sono riusciti a dimostrare la fattibilità di individuare e tracciare chiazze di rifiuti plastici galleggianti dallo spazio.
Il lavoro, pubblicato sulla rivista Remote Sensing of Environment, è stato realizzato nell’ambito del programma Space It Up!, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Le prove sperimentali si sono svolte nel Lago di Massaciuccoli e nel Golfo di La Spezia, dove è stata utilizzata un’isola artificiale di plastica per simulare forma, densità e dimensioni degli accumuli marini.
Le immagini ad alta risoluzione acquisite dalla costellazione COSMO‑SkyMed e dai satelliti della flotta ICEYE hanno rivelato che la presenza di plastica modifica la rugosità superficiale dell’acqua, aumentando l’intensità del segnale di ritorno radar. Questo ha permesso di distinguere le masse di rifiuti dall’ambiente circostante, un risultato significativo rispetto alle tecniche ottiche tradizionali, che sono limitate dalla luce e dalle condizioni meteorologiche.
Il rilevamento radar offre il vantaggio di poter effettuare acquisizioni continue sia di giorno che di notte, e attraverso la copertura nuvolosa. Ciò rappresenta un passo avanti importante per lo sviluppo di sistemi di monitoraggio più tempestivi e su scala più ampia della plastica nei mari.
Questa innovazione potrebbe rivoluzionare le strategie di monitoraggio ambientale, fornendo strumenti più efficaci per combattere l’inquinamento da plastica e proteggere gli ecosistemi marini. Con l’aumento della consapevolezza riguardo agli effetti nocivi della plastica sugli oceani, questo studio rappresenta un contributo significativo alla ricerca e alla gestione della salute degli ambienti marini.

